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Bobby Jones
Sono trent'anni ormai che il mondo del golf ha salutato uno dei più grandi talenti che questo sport abbia mai espresso nella sua storia ultracentenaria.Bobby Jones, unanimemente considerato il più grande di tutti i tempi. Accanto a lui forse soltanto Jack Nicklaus e Ben Hogan possono contendergli il titolo del più grande giocatore di sempre.
Un talento naturale
Nato nel 1902 ad Atlanta in Georgia, figlio di un avvocato la cui famiglia era proprietaria di una casa vicino al East Lakes Golf Club di Atlanta, il piccolo Bobby inizia ad impugnare i primi bastoni a cinque anni dimostrando subito un grande talento naturale e diventando già a 9 anni campione junior del circolo. La cosa che subito stupì di lui è che prima ancora di prendere le prime lezioni il suo swing era già omogeneo e potente, tanto che crescendo i professionisti lo presero presto come esempio da emulare.
I Major dell'inizio del secolo
All'inizio del secolo scorso i tornei Major erano considerati il British, lo US Open e gli Amateur Championships. Jones giocò il primo Major della sua vita, lo US Amateur, a 14 anni finendo tra I primi dieci. Dovrà aspettare però fino al 1923 per vincere il suo primo titolo del Grande Slam, lo US Open.
Il ritiro improvviso
Nell'anno in cui si ritirò dalle competizioni a soli 28 anni, Bobby Jones lasciava il golf dopo aver conquistato 3 il British Open, un British Amateur, quattro titoli dello US Open e altrettanti US Amateur. È' l'unico giocatore ad aver vinto tutti e quattro i tornei del Grande Slam in una sola stagione, il 1930; Tiger combatte oggigiorno contro il suo mito per eguagliare il vero unico record degno di essere ricordato nel mondo del golf. In totale Jones si impose in 13 tornei nazionali in 8 anni di competizioni e giocò ogni edizione della Walker Cup dall'anno della sua inaugurazione nel 1922 fino al suo definitivo ritiro.
Non solo golf nella sua vita
Il suo talento appariva a molti inspiegabile a causa di un carattere nervoso e di una struttura fisica non certo robusta. A dispetto di quanto si possa credere Jones dedicava soltanto tre mesi all'anno al golf; il resto del tempo lo dedicò agli studi, ottenendo ben tre lauree in legge, letteratura inglese e ingegneria meccanica in altrettante differenti università. Nel 1930, anno del suo ritiro dal golf giocato, Jones aprì ad Atanta il suo studio legale.
Nasce un mito del golf: l'Augusta National
Il suo amore per il golf rimase comunque intatto anche una volta terminate le gare; contribuì alla realizzazione di articoli tecnici per riviste di settore e realizzò filmati didattici sullo swing e la tecnica di gioco. Ma il suo più grande merito è stato quello di disegnare l'Augusta National, uno dei percorsi più affascinanti al mondo, e dare vita al Masters Championship, in seguito diventato nel corso degli anni uno degli appuntamenti più affascinanti e ricchi di tradizione dell'intero panorama internazionale.
L'amore per St. Andrews
Jones amava comunque raccontare a tutti che la sua più grande esperienza golfistica era stata quella di aver calcato i fairway dell'Old Course di St. Andrews. In ricordo del suo grandissimo contributo alla crescita e allo sviluppo del golf, la Royal & Ancient lo ha eletto membro onorario a vita nel 1956 e in seguito cittadino onorario di St Andrews.
La malattia e il declino
Nel 1958 a causa di una grave malattia alla spina dorsale, Jones fu costretto a passare il resto della sua vita su una sedia a rotelle. Quando se ne andò nel 1971, una grande cerimonia fu eseguita in suo onore a St Andrews e un suo ritratto fu collocato nella Club House come ricordo del più grande pioniere di questo sport.
Jones ha vinto tutto quello che si poteva vincere nel golf e poi ha rivinto ancora. La sua carriera fu tanto breve quanto colma di grandissimi successi; nessuno è mai riuscito ad ottenere così tanto in così poco tempo. Per questo tutti indistintamente lo considerano il più grande giocatore di golf di tutti i tempi; il fatto che egli non abbia mai voluto passare professionista ma che sia diventato leggendario rimanendo dilettante lo ha reso un personaggio unico ed inimitabile, meraviglioso esempio di passione e talento nella storia di questo sport.
